In 874 comuni italiani non c'è nemmeno una scuola. Niente materna, niente elementare, niente medie: per portare i figli in classe bisogna salire in auto e raggiungere il paese vicino. È più di un comune su dieci, su un totale di 7.896, ed è una delle conseguenze più concrete dell'inverno demografico: dove i bambini scompaiono, le scuole chiudono, e dove le scuole chiudono diventa ancora più difficile che arrivino nuove famiglie.
Grazie ai dati del Ministero dell'Istruzione sugli anni scolastici dal 2015/16 al 2025/26 possiamo ricostruire la geografia scolastica italiana comune per comune: dove si concentrano gli istituti, dove stanno chiudendo e con quale velocità .
Dove sono le scuole: la classifica dei comuni
La distribuzione degli istituti segue, com'è ovvio, quella della popolazione. Roma domina con 1.928 scuole nell'anno scolastico 2025/26: 229 dell'infanzia, 387 primarie, 191 secondarie di primo grado e 227 di secondo grado, a cui si aggiungono ben 894 scuole paritarie, quasi la metà del totale. Seguono Milano con 822 istituti e Napoli con 811, poi Palermo (620), Torino (533) e Genova (410).
Colpisce il rapporto tra Milano e Napoli: le due città hanno un numero di scuole quasi identico nonostante Milano abbia oggi circa 450 mila residenti in più. È l'eredità di una Napoli che fino agli anni Ottanta era piena di bambini, e il riflesso di una rete scolastica che si adatta ai cali demografici con anni di ritardo.
I 15 comuni con più scuole
Numero totale di istituti scolastici (statali e paritari, infanzia-superiori) per comune, anno scolastico 2025/26. Fonte: MIUR.
Roma: il picco del 2020, poi la discesa
La serie storica di Roma racconta bene il punto di svolta. Tra il 2015 e il 2020 il numero di scuole della capitale cresce costantemente: da 1.985 a 2.045 istituti, trainato soprattutto dalle paritarie e dalle superiori. Poi la curva si rovescia: 1.966 nel 2022, 1.914 nel 2023, e una stabilizzazione attorno a quota 1.928 nel 2025. Dal picco, Roma ha perso 117 scuole in cinque anni.
Non è un caso che il calo coincida con l'arrivo alle iscrizioni dei nati dopo il 2015, gli anni in cui la natalità italiana è crollata sotto le 500 mila nascite annue. Le prime a chiudere sono le scuole dell'infanzia e le paritarie più piccole, le più esposte al calo degli iscritti.
Roma: numero di scuole, 2015-2025
Totale degli istituti scolastici a Roma per anno scolastico: crescita fino al picco di 2.045 nel 2020/21, poi il calo.
Napoli: dieci anni di chiusure ininterrotte
Se a Roma il declino è iniziato nel 2020, a Napoli dura da un decennio. Nel 2015/16 la città contava 875 scuole; da allora il numero è sceso quasi ogni anno, fino alle 811 del 2025/26: 64 istituti in meno, il 7,3 per cento della rete. È l'effetto diretto del crollo demografico partenopeo, con la popolazione scesa sotto i 910 mila abitanti e una perdita costante di famiglie giovani verso l'hinterland e il Nord.
Milano, per contrasto, mostra una rete quasi immobile: 839 scuole nel 2015, 822 dieci anni dopo. Il calo c'è ma è minimo, perché l'attrattività della città compensa in parte la denatalità . Il confronto tra le due serie è la versione scolastica delle traiettorie demografiche opposte delle due città .
Napoli: numero di scuole, 2015-2025
Totale degli istituti scolastici a Napoli per anno scolastico: da 875 a 811 in dieci anni, un calo del 7,3%.
I comuni senza scuola: il deserto educativo
Il dato più impressionante resta quello dei comuni del tutto privi di istituti: 874, oltre l'11 per cento del totale nazionale. Sono in larghissima parte gli stessi piccoli comuni montani che guidano le classifiche dell'invecchiamento e dello spopolamento: paesi sotto i 500 abitanti dove i bambini in età scolare si contano sulle dita di una mano e tenere aperto un plesso costerebbe decine di migliaia di euro per alunno.
Per questi territori la scuola più vicina dista spesso 15 o 20 minuti di auto, e nei comuni di valle il tempo si misura in tornanti. La chiusura del plesso è quasi sempre l'ultimo atto di uno spopolamento già avvenuto, ma è anche un acceleratore: per una famiglia con figli piccoli, l'assenza di una scuola è un motivo sufficiente per non trasferirsi e spesso per andarsene.
Una rete che dovrà ridisegnarsi
I numeri del decennio 2015-2025 indicano la direzione: la rete scolastica italiana ha smesso di crescere e ha cominciato a contrarsi, partendo dalle città in declino demografico e dai gradi più bassi. Con le coorti di nati attuali, ogni anno entrano nel sistema scolastico circa 200 mila bambini in meno rispetto a quindici anni fa: una scuola media su quattro di oggi, semplicemente, non avrà gli iscritti per esistere nel 2040.
La sfida non è solo chiudere ordinatamente, ma decidere cosa tenere aperto e dove: i plessi di montagna come presidio dei territori fragili, le pluriclassi, il trasporto scolastico. La mappa delle scuole comune per comune, che su DatiItalia puoi consultare insieme ai dati demografici di ciascun municipio, è il punto di partenza per capire dove questa trasformazione è già cominciata.