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Economia

Potere d'acquisto in Italia: dove il tuo stipendio vale davvero di più

Redditi MEF e prezzi delle case a confronto in 7.896 comuni: perché lo stipendio di Milano compra meno di quello di Torino e dove conviene vivere.

Quanto vale davvero il tuo stipendio? La risposta dipende molto meno dalla cifra in busta paga e molto più dal comune in cui la spendi. In Italia il reddito medio dichiarato va dai 98.577 euro di Portofino ai 7.349 euro di Cavargna, in provincia di Como: un rapporto di oltre tredici a uno. Ma la vera sorpresa arriva quando si incrociano i redditi con i prezzi delle case: le città dove si guadagna di più sono quasi sempre quelle dove ogni euro compra di meno.

In questa analisi mettiamo a confronto i redditi IRPEF dichiarati al MEF (anno d'imposta 2023, l'ultimo disponibile) con i prezzi immobiliari OMI 2025 di vendita e affitto, per capire dove in Italia il potere d'acquisto reale è più alto e dove invece lo stipendio evapora.

24.833
Reddito medio nazionale 2023
98.577
Reddito più alto (Portofino)
7.349
Reddito più basso (Cavargna)
7.896
Comuni analizzati

Quindici anni di redditi: la crescita nominale

Partiamo dal quadro nazionale. Il reddito medio dichiarato in Italia è passato da 19.102 euro nel 2008 a 24.833 euro nel 2023: una crescita nominale del 30% in quindici anni. La serie mostra però due cicatrici evidenti: la lunga stagnazione post-crisi (tra 2008 e 2009 la crescita è di appena 4 euro) e il calo del 2020, anno della pandemia, quando il reddito medio è sceso da 21.772 a 21.541 euro.

La ripresa successiva è stata rapida sul piano nominale: +3.292 euro tra 2020 e 2023. Ma in quegli stessi anni l'inflazione ha corso più veloce dei redditi in molte aree del Paese, e soprattutto i prezzi delle case nelle grandi città hanno staccato qualsiasi dinamica salariale. È qui che nasce il divario tra reddito nominale e potere d'acquisto reale.

Reddito medio dichiarato in Italia, 2008-2023

Media nazionale del reddito IRPEF dichiarato per contribuente, in euro. Fonte: MEF.

Dove si guadagna di più: la classifica dei redditi

La geografia dei redditi alti è nota ma sempre impressionante. Portofino guida con 98.577 euro di reddito medio, seguita da Lajatico in Toscana (61.361 euro) e Basiglio nell'hinterland milanese (52.147 euro). Nella top ten compaiono Courmayeur (43.250 euro), Cusago, Forte dei Marmi, Torre d'Isola, Pino Torinese e, decima tra i grandi centri, Milano con 40.521 euro.

Milano è l'unica grande città nelle prime posizioni: Roma si ferma a 31.360 euro, Bologna a 31.956, Firenze a 30.773, Torino a 28.889, Napoli a 24.556. Il resto della classifica alta è fatto di piccoli comuni residenziali di pregio, località turistiche d'élite e cinture benestanti delle metropoli del Nord.

I 10 comuni con il reddito medio più alto

Reddito IRPEF medio per contribuente, anno d'imposta 2023. Fonte: MEF.

Dove si guadagna di meno

All'altro estremo, i redditi più bassi d'Italia non si trovano solo al Sud. Cavargna (Como) chiude la classifica con 7.349 euro, seguita da Gurro (8.582 euro) e Valle Cannobina (9.335 euro), entrambe nel Verbano-Cusio-Ossola: montagna lombardo-piemontese di confine, dove molti residenti lavorano in Svizzera e dichiarano poco in Italia. Subito dopo arrivano Roseto Valfortore in Puglia (11.219 euro), Dinami in Calabria (11.497 euro), Goro in Emilia-Romagna, Mazzarrone in Sicilia e Verbicaro in Calabria.

La fascia bassa racconta due Italie diverse: i comuni frontalieri alpini, dove il dato fiscale sottostima il tenore di vita reale, e le aree interne del Mezzogiorno, dove il reddito basso riflette davvero economie fragili e spopolamento.

I 10 comuni con il reddito medio più basso

Reddito IRPEF medio per contribuente, anno d'imposta 2023, ordine crescente. Fonte: MEF.

Il costo della casa: la variabile che cambia tutto

Il reddito è solo metà dell'equazione. L'altra metà è quanto costa vivere, e in Italia la voce che più differenzia i territori è la casa. Secondo i dati OMI 2025, comprare a Portofino costa in media 10.767 euro al metro quadro, a Cortina d'Ampezzo 9.419, a Capri 7.738. Tra le grandi città, Milano è la più cara con 4.948 euro al metro quadro, contro i 3.001 di Roma, i 2.976 di Firenze, i 2.901 di Bologna, i 2.370 di Napoli e i 2.058 di Torino.

All'estremo opposto, a Salaparuta e Poggioreale, nel Trapanese, una casa costa in media 225-230 euro al metro quadro: a Milano, con la stessa cifra, si compra circa un ventiduesimo della superficie.

I comuni con le case più care d'Italia

Prezzo medio di vendita al metro quadro, quotazioni OMI 2025.

Fonte: DatiItalia — elaborazione su dati ISTAT, MEF, ISPRA, EEA

Il paradosso dello stipendio di Milano

Mettiamo insieme i due dati. A Milano il reddito medio è di 40.521 euro, il più alto tra le grandi città; ma con un prezzo di 4.948 euro al metro quadro, un appartamento di 70 metri quadri costa circa 346.000 euro, ovvero più di otto annualità e mezza di reddito medio lordo. A Torino lo stesso calcolo dà risultati molto diversi: reddito medio di 28.889 euro e prezzo di 2.058 euro al metro quadro significano circa 144.000 euro per 70 metri quadri, meno di cinque annualità.

In altre parole: chi si trasferisce da Torino a Milano per uno stipendio più alto del 30% si trova case che costano il 140% in più. È il paradosso dello stipendio di Milano: nominalmente il più ricco d'Italia tra le metropoli, realmente eroso dal costo dell'abitare. Lo stesso schema, in scala minore, vale per Firenze e Bologna rispetto a città come Torino, Palermo o Catania.

4.948
€/m²
Milano: prezzo case
40.521
Milano: reddito medio
2.058
€/m²
Torino: prezzo case
28.889
Torino: reddito medio

L'indice del costo della vita comune per comune

Per confrontare i territori usiamo l'indice composito del costo della vita di DatiItalia, che combina prezzi delle abitazioni e livello dei prezzi locali in una scala da 0 a 100. In cima, con punteggio 100, ci sono località come Courmayeur, Pré-Saint-Didier, Camogli, Ortisei e Selva di Val Gardena: turismo d'élite e mercato immobiliare fuori scala. Milano segue a 99,3, Roma è a 67,4, Napoli a 56,6, Torino a 43,5.

In fondo alla scala, con indice vicino a zero, troviamo l'Appennino emiliano (Albareto, Bore, Compiano e Valmozzola nel Parmense), Santopadre nel Frusinate e Poggioreale in Sicilia: qui sia le case sia i prezzi correnti sono ai minimi nazionali.

Costo della vita: i comuni più cari d'Italia

Indice composito del costo della vita (0-100): combina prezzi delle abitazioni e livello dei prezzi locali. Anno 2025.

Fonte: DatiItalia — elaborazione su dati ISTAT, MEF, ISPRA, EEA

Nord e Sud: la mappa del divario

A livello regionale, l'indice medio del costo della vita più alto si registra in Trentino-Alto Adige (42,5), Liguria (34,6) e Valle d'Aosta (34,5), trainate dal turismo alpino e costiero. Le grandi regioni del Nord produttivo seguono: Lombardia a 21,4, Emilia-Romagna a 20,7, Veneto a 20,3. Il Mezzogiorno è quasi tutto sotto la media, con Calabria a 11,2, Molise a 8,6 e Basilicata a 8,2.

Il punto chiave è che il divario dei prezzi è più ampio del divario dei redditi. Tra Lombardia e Calabria i redditi medi differiscono di circa il 40-50%, ma i prezzi delle case nelle rispettive città capoluogo possono differire del 100-200%. Per questo un reddito medio-basso al Sud può tradursi in un tenore di vita migliore di un reddito medio al Nord, almeno per chi deve ancora comprare casa.

Dove si concentrano i comuni più cari

Ripartizione regionale dei 50 comuni con l'indice del costo della vita più alto (2025).

Fonte: DatiItalia — elaborazione su dati ISTAT, MEF, ISPRA, EEA

Anche l'affitto erode il potere d'acquisto

Il discorso non vale solo per chi compra: anche i canoni di locazione seguono la stessa geografia. A Milano l'affitto medio è di 15,82 euro al metro quadro al mese, il valore più alto tra le grandi città e il dodicesimo assoluto in Italia, dietro solo a località come Portofino (24,47 euro), Cortina d'Ampezzo (21,82) e Capri (19,35). Roma si ferma a 12,01 euro, Firenze a 10,16.

Tradotto in canoni mensili per 70 metri quadri: circa 1.100 euro a Milano, 840 a Roma, 710 a Firenze. Per un giovane lavoratore con un reddito nella media cittadina, l'affitto milanese assorbe circa un terzo del reddito lordo: è la voce che, più di ogni altra, spiega perché lo stipendio più alto d'Italia renda meno di quanto sembri. All'estremo opposto, in decine di comuni dell'Appennino e delle aree interne il canone medio OMI scende fino a 1 euro al metro quadro al mese: 70 euro mensili per la stessa superficie che a Milano ne costa 1.100.

È qui che il lavoro da remoto cambia le carte in tavola: la stessa busta paga, spostata da un mercato all'altro, può liberare mille euro al mese solo di alloggio.

La mappa 3D: prezzi delle case e redditi a confronto

La mappa tridimensionale qui sotto sintetizza l'intera analisi: l'altezza di ogni colonna rappresenta il prezzo delle case del comune, il colore il reddito medio dei residenti. Le colonne alte e scure (prezzi alti, redditi alti) si concentrano a Milano e nel suo hinterland, lungo le coste liguri e nelle valli turistiche alpine. Le colonne alte ma chiare segnalano i mercati dove i prezzi sono saliti più dei redditi locali: le località di vacanza, ma anche pezzi delle grandi città d'arte.

Le colonne basse e chiare, infine, sono l'Italia interna: Appennino, Sud rurale, montagna non turistica. Qui la casa costa poco, ma anche i redditi sono bassi e i servizi più rarefatti.

Prezzi delle case per comune, colorati per reddito

Altezza: prezzo di vendita al metro quadro (OMI 2025). Colore: reddito medio dichiarato (MEF 2023).

Fonte: DatiItalia — elaborazione su dati ISTAT, MEF, ISPRA, EEA

Dove conviene vivere con il tuo stipendio

Tiriamo le somme. Se l'obiettivo è massimizzare il potere d'acquisto, i dati indicano tre strategie. La prima: le città medie del Nord con prezzi ancora contenuti, come Torino, dove il rapporto tra reddito e costo della casa è tra i migliori d'Italia per una grande città. La seconda: i capoluoghi del Sud con economie solide, dove i redditi sono più bassi ma i prezzi lo sono in proporzione molto di più. La terza, resa possibile dal lavoro da remoto: mantenere un reddito da grande città vivendo in un comune a basso costo, dove l'indice del costo della vita è una frazione di quello milanese.

Il rovescio della medaglia esiste: i comuni più economici sono spesso quelli con meno servizi, meno opportunità e popolazione in calo. Il potere d'acquisto è una variabile fondamentale, ma non l'unica. Per pesarle tutte, puoi confrontare qualsiasi coppia di comuni italiani con lo strumento di confronto di DatiItalia: reddito, prezzi, demografia e ambiente, fianco a fianco.

Nota metodologica: i redditi sono i redditi IRPEF medi per contribuente dichiarati al MEF per l'anno d'imposta 2023; i prezzi immobiliari sono le quotazioni OMI 2025; l'indice composito del costo della vita è calcolato da DatiItalia su scala 0-100. I redditi dei comuni frontalieri sottostimano i redditi effettivi percepiti all'estero.