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Demografia·2 min di lettura

Il comune più vecchio d'Italia è in Emilia, non in Calabria

Le proiezioni al 2050 danno la crescita più forte a due paesi calabresi. E nella cintura di Napoli si fanno ancora più culle che bare.

Il comune più vecchio d'Italia non è in Calabria. È sull'Appennino piacentino, in Emilia-Romagna. A Farini l'età media è 59,7 anni e nel 2025 non è nato nessuno: zero culle, venticinque funerali. L'indice di vecchiaia segna 1.053,2, più di dieci anziani per ogni ragazzo sotto i quindici anni. L'ISTAT ha appena pubblicato le sue infografiche sui cambiamenti della popolazione, e il racconto abituale lo sappiamo a memoria: l'Italia invecchia, il Sud si svuota, il Nord tiene. Letti comune per comune, i numeri disegnano una mappa più storta.

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Farini (PC)
indice di vecchiaia 1.053,2
Comune più vecchio
59,7 anni
nessun nato nel 2025
Età media a Farini
+136
nati meno morti, 2025
Saldo naturale a Orta di Atella
38,01 anni
Caserta, Campania
Età media a Orta di Atella

Le città grandi perdono residenti dal centro. Roma ne conta ancora 2.747.290 e resta di gran lunga in testa tra i comuni più popolosi, davanti a Milano e Napoli. Eppure anche nella capitale si muore più di quanto si nasca: 15.817 nati contro 28.890 morti nel 2025, un saldo naturale di -13.073 persone in dodici mesi. La crescita vera, quella che ha cambiato la forma del Paese, è successa altrove e settant'anni fa. A Fonte Nuova, alle porte di Roma, gli abitanti sono passati da 583 nel 1951 ai 32.787 di oggi: un aumento del 5.523,8 per cento, il più alto d'Italia. Dietro vengono Ardea, con il 2.075,9 per cento, poi Pomezia e Ladispoli, tutte cinture romane. Intorno a Milano la stessa corsa ha gonfiato Rozzano e Cesano Boscone. Le persone non sono sparite. Si sono spostate di qualche decina di chilometri. E c'è un pezzo d'Italia dove nasce ancora gente: la cintura fra Napoli e Caserta. A Giugliano in Campania i nati superano i morti di 196 unità in un anno, a Gricignano di Aversa di 89.

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Dove i nati superano ancora i morti (saldo naturale, 2025)

Fonte: DatiItalia — elaborazione su dati ISTAT

La popolazione, comune per comune

Ogni comune colorato per numero di abitanti

Fonte: DatiItalia — elaborazione su dati ISTAT, MEF, ISPRA, EEA

Le proiezioni al 2050 spostano di nuovo i pesi. I comuni che l'ISTAT vede crescere di più non sono le metropoli del Nord. In testa c'è Castel Gabbiano, 498 anime in provincia di Cremona, dato in rotta verso i 1.102 abitanti: più 121,3 per cento. Subito dietro arrivano due paesi calabresi. Soriano Calabro, con il 117,1 per cento, e San Lucido, sul Tirreno cosentino, che da 7.411 residenti dovrebbe salire a 15.805. La Calabria che si svuota, nelle stesse tabelle, contiene i comuni destinati a crescere di più. Anche il primato della culla sta lontano dall'immaginario: il tasso di natalità più alto non è al Sud ma a Rodengo, in Alto Adige, con 20,1 nati ogni mille abitanti, in una delle province più ricche d'Italia.

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I comuni con il tasso di natalità più alto

Fonte: DatiItalia — elaborazione su dati ISTAT

Farini, in Emilia, nel 2025 non ha avuto un solo nato. Orta di Atella, in Campania, ne ha contati 254. Due comuni dello stesso Paese, la stessa anagrafe, due direzioni opposte: la mappa dei cambiamenti della popolazione non corre lungo la linea che divide il Nord dal Sud. La attraversa.

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