Domicella, provincia di Avellino, ha chiuso il 2024 al 99,99 per cento. Il primo comune veneto della classifica è quindicesimo, e i vicini di valle non superano l'80,73 per cento.
Il primo comune d'Italia per raccolta differenziata ha 1.794 abitanti e sta in provincia di Avellino, in fondo al Vallo di Lauro. Si chiama Domicella. Nel 2024 ha differenziato il 99,99 per cento dei rifiuti che ha prodotto, e su 7.746 comuni censiti dal Catasto rifiuti dell'ISPRA nessuno fa meglio. È in Campania, la regione che per trent'anni è stata il simbolo dell'emergenza rifiuti italiana.
La cima della classifica non parla veneto. Dietro Domicella viene Ripacandida, in Basilicata, con il 98,48 per cento. Poi Spinete, in Molise, con il 97,13. Al quarto posto Cimitile, alle porte di Nola, con il 96,77 per cento, e solo al quinto compare il primo comune del Nord: Mordano, in provincia di Bologna, con il 96,55. Sesta è Sinagra, sui Nebrodi, con il 95,72 per cento. Il primo comune veneto della lista è Zenson di Piave, in provincia di Treviso: 94,02 per cento, quindicesimo posto.
Questo non vuol dire che il Veneto ricicli poco. Vuol dire un'altra cosa: dal quindicesimo posto in giù la classifica si riempie di comuni veneti, lombardi ed emiliani, ed è lì, nella profondità, che il Nord fa la sua forza. Ma la vetta no. La vetta è di paesi di poche migliaia di abitanti sparsi tra Irpinia, Basilicata e Molise.
Percentuale di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti urbani. Fonte: DatiItalia — elaborazione su Catasto rifiuti ISPRA
Il punto in cui la mappa si rovescia sono le città. Venezia differenzia il 63,72 per cento dei suoi rifiuti: trentatré punti meno di Cimitile, che sta in provincia di Napoli e non ha né un canale né un turista da gestire. Milano è al 63,33 per cento, Bologna al 72,81. Roma si ferma al 48,03, Napoli al 44,38.
Il capoluogo che regge meglio è Treviso, con l'86,78 per cento. Resta comunque otto punti sotto Domicella. Nella classifica dei comuni più popolosi, insomma, non c'è un solo nome che avvicini i primi dieci della differenziata: le grandi città italiane, da Nord a Sud, riciclano tutte meno dei paesi.
Ma il confronto che conta davvero non è tra Domicella e Venezia. È tra Domicella e i suoi vicini.
Nello stesso Vallo di Lauro, dentro un raggio di sette chilometri, ci sono comuni che vivono la stessa geografia, lo stesso bacino e lo stesso servizio provinciale. A Lauro la differenziata si ferma al 53,98 per cento. A Pago del Vallo di Lauro al 44,08. A Moschiano al 48,54. A Quindici, sei chilometri più in là, crolla al 34,63 per cento: un terzo di quello che fa il paese accanto. Vanno meglio Taurano, con l'80,73, e Marzano di Nola, con il 78,36. Nessuno arriva vicino. Nola, il centro più grande della zona, sta al 73,37 per cento.
Quindi non è il clima. Non è il Sud, non è il Nord, non è la regione. A parità di tutto, dentro la stessa valle, il divario tra il primo e l'ultimo è di sessantacinque punti.
Percentuale di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti urbani. Fonte: DatiItalia — elaborazione su Catasto rifiuti ISPRA
La serie storica dice quando è successo. Nel 2010 Domicella differenziava il 58,76 per cento, un dato normale. Nel 2013 era scesa al 55,03: peggio di tre anni prima. Poi la curva si impenna. Nel 2016 il paese è al 92,61 per cento. In tre anni ha guadagnato trentasette punti, e da allora non è mai più tornata indietro.
Quello che i numeri dell'ISPRA non dicono è come. Il Catasto misura le tonnellate, non le delibere: non registra chi ha firmato il passaggio alla tariffa puntuale, quando è partito il porta a porta, se qualcuno ha pesato i mastelli. Il salto è documentato, la sua causa no — e vale la pena dirlo invece di riempire il buco con una spiegazione plausibile.
Resta il fondo della classifica, che è un'altra Italia ancora: a Careri, sull'Aspromonte, la differenziata vale lo 0,02 per cento. Praticamente zero. E resta il dettaglio che spiega meglio di tutti perché Domicella non è un trucco contabile: ogni suo abitante produce 403,15 chili di rifiuti l'anno, una quantità normale per un comune italiano. Non ricicla quasi tutto perché butta poco. Ricicla quasi tutto e basta.
Nel 2013 Domicella differenziava il 55,03 per cento, meno di quanto faccia oggi Lauro, che sta a quattro chilometri. Poi in tre anni è arrivata al 92,61. Lauro, intanto, è ferma al 53,98.