San Michele al Tagliamento ha più posti letto di Firenze. Napoli, tappa del viaggio classico, ne ha meno di un paese balneare da settemila abitanti.
San Michele al Tagliamento ha 11.329 residenti e 77.896 posti letto turistici: quasi sette volte i suoi abitanti. Sono più di quanti ne conti Firenze, la città che ogni viaggiatore del Grand Tour metteva in cima all'itinerario, ferma a 65.166. Sulla carta geografica è un nome del Veneto orientale che pochi saprebbero collocare. Sulla costa è Bibione.
L'ISTAT ha aggiornato le statistiche sulla capacità ricettiva dei comuni italiani. Dietro i numeri c'è un paese che ha traslocato il proprio turismo: dalle città d'arte del viaggio settecentesco alle sabbie dell'Adriatico. Il primato resta a Roma, con 299.983 posti letto, davanti a Milano con 106.662 e Venezia con 85.698. Ma è più in basso, tra i comuni che nessuna guida ottocentesca nominava, che la mappa cambia forma.
Fonte: DatiItalia — elaborazione su dati ISTAT
Napoli chiudeva a sud l'itinerario classico, tra le rovine di Pompei e il golfo dipinto da mezza Europa. Oggi la città conta 905.050 abitanti e 21.949 posti letto: uno ogni quarantuno residenti. Lignano Sabbiadoro, in Friuli, ne ha 70.232 con appena 6.973 abitanti. Un comune grande come un quartiere napoletano offre tre volte i letti dell'intera Napoli.
Il ribaltamento è tutto costiero. Dopo Roma, Milano e Venezia, la classifica dei comuni più popolosi non c'entra quasi più nulla: viene Cavallino-Treporti con 71.775 letti, più del triplo di Napoli, poi Lignano, quindi Jesolo con 69.836 e Caorle con 57.271. Scendendo, Vieste sul Gargano ne allinea 42.805, quasi il doppio di Napoli, Comacchio 38.032 tra le valli del delta, Lazise 36.806 sul Garda. Sono tutti ben sopra i 21.949 letti del capoluogo campano. È l'Italia delle spiagge e dei laghi, non quella degli Uffizi.
Il viaggio settecentesco cercava le colline, i cipressi, le rovine immerse nel verde. Quel paesaggio oggi si vende come agriturismo, e la geografia è netta. Grosseto ne ha 239, primato nazionale; Cortona, nell'aretino, 142, poco più della metà. Poi si sale in Alto Adige, dove Castelrotto ne conta 141 ai piedi dello Sciliar. Chiude il gruppo di testa San Gimignano con 112. Due territori, la Maremma e il Sudtirolo, si dividono quasi tutta la classifica.
È l'altra faccia del turismo di massa. Non le file davanti allo stabilimento balneare, ma la densità di popolazione più bassa d'Italia: i borghi che si svuotano di residenti e si riempiono di ospiti. Manciano, in provincia di Grosseto, vive di questo.
Fonte: DatiItalia — elaborazione su dati ISTAT
Una cautela. L'ISTAT pubblica gli arrivi e le presenze effettive solo su base provinciale, non comune per comune: di ogni comune conosciamo i posti letto disponibili, non quanti turisti ci abbiano davvero dormito. La capacità misura l'offerta, non le folle. Ma l'offerta insegue la domanda, e in trent'anni la domanda si è spostata di centinaia di chilometri.
Il Grand Tour saliva verso l'arte. Il turismo di massa scende verso l'acqua. Firenze offre 65.166 letti a chi cerca Giotto. San Michele al Tagliamento ne offre 77.896 a chi cerca la sabbia.