A Lajatico, secondo comune più ricco d'Italia, si differenzia il 22,9 per cento. Roseto Valfortore, quinto più povero, arriva al 72,9.
Lajatico è il secondo comune più ricco d'Italia. Su queste colline pisane, dove Andrea Bocelli ha costruito il suo Teatro del Silenzio, il reddito medio dichiarato è di 61.361 euro: quasi il triplo dei 21.985 euro della media nazionale. Eppure nel 2024 il paese ha differenziato appena il 22,9 per cento dei suoi rifiuti. Meno di un sacchetto su quattro finisce nel bidone giusto. Il resto va in discarica o all'inceneritore, come se il porta a porta non fosse mai arrivato.
L'idea che i comuni più ricchi si portino dietro la coscienza ambientale è comoda. Il catasto rifiuti dell'ISPRA la smonta comune per comune, e i più ricchi ne escono peggio.
Reddito medio dichiarato 2023, primi otto comuni. Fonte: DatiItalia su dati MEF.
Portofino è il comune più ricco d'Italia, con 98.577 euro di reddito medio. Nel 2024 ha differenziato il 62,1 per cento: sopra Lajatico, ma sotto molti paesi dell'entroterra calabrese che di reddito ne dichiarano un quinto. E ha prodotto 2.260 chili di rifiuti per abitante, quarto dato più alto d'Italia. Un residente di Portofino butta via in un anno quanto un condominio intero altrove.
La costa del lusso segue lo stesso copione. A Capri la differenziata si ferma al 39,2 per cento. A Santa Margherita Ligure al 46,1. Sono i luoghi delle seconde case e degli yacht, non delle periferie dimenticate. In cima alla classifica dei rifiuti pro capite c'è Limone sul Garda, sul lago.
Poi c'è il rovescio. Roseto Valfortore, sui monti della Daunia foggiana, è il quinto comune più povero d'Italia: 11.219 euro di reddito medio. Ricicla il 72,9 per cento. Ripacandida, in provincia di Potenza, con 18.064 euro dichiara meno di un terzo di Lajatico e differenzia il 98,5 per cento, la seconda percentuale più alta del Paese.
Rifiuti urbani pro capite 2024 (kg per abitante), primi otto comuni. Fonte: DatiItalia su dati ISPRA.
Sarebbe comodo ribaltare la storia e dire che i poveri riciclano e i ricchi no. Non è così. Cavargna, sopra il lago di Como, è il comune col reddito più basso d'Italia: 7.349 euro. Ricicla il 32,7 per cento, poco più di Lajatico. La raccolta differenziata non dipende dal portafoglio. Dipende da chi organizza il servizio.
Dove il porta a porta funziona, i numeri esplodono. Domicella, in Irpinia, arriva quasi al 100 per cento. Interi comuni della Campania interna e della Basilicata, tra i più poveri per reddito, differenziano quasi tutto perché a un certo punto un'amministrazione ha deciso di farlo. Chi resta indietro non è chi non può permetterselo. È chi non l'ha mai imposto.
Percentuale di raccolta differenziata a Lajatico, 2010-2024. Fonte: DatiItalia su dati ISPRA.
La raccolta differenziata in Italia non si spiega con la ricchezza né con la geografia. Si spiega con la volontà di chi amministra. A Lajatico la curva è piatta da quindici anni: era intorno al venti per cento nel 2010, è al 22,9 per cento oggi. Nel frattempo mezza Italia povera ha montato i cassonetti col microchip e mandato gli operatori porta a porta.
La prossima volta che un comune ricco spiega perché non ce la fa, la risposta sta sulle montagne della Daunia: Roseto Valfortore differenzia il 72,9 per cento con un quinto del reddito di Lajatico.