A Cavargna il reddito medio è un terzo di quello nazionale. E la coda bassa della classifica non è al Sud, ma sulle Alpi.
Non è in Calabria. È a Cavargna, 88 contribuenti, un pugno di case a mille metri sopra la sponda occidentale del lago. Qui il reddito medio dichiarato nel 2023 è di 7.349 euro: un terzo della media nazionale, che si ferma a 21.985 euro. Mentre i giornali discutono di italiani che partono per la Spagna o la Grecia in cerca di stipendi più alti, il divario di reddito più largo del Paese è tutto interno.
Sulla costa ligure, Portofino dichiara 98.577 euro a testa. Tredici volte Cavargna. Due comuni, la stessa Italia.
Fonte: DatiItalia — elaborazione su dichiarazioni dei redditi MEF 2023
Il racconto abituale mette il Sud in fondo e il Nord in cima. I dati lo smentiscono nei margini. Il comune più povero della Calabria è Dinami, 11.497 euro: più della metà sopra Cavargna. La coda bassa della classifica non è meridionale, è alpina. Gurro, nell'alto Piemonte, dichiara 8.582 euro. San Nazzaro Val Cavargna e Val Rezzo, di nuovo il Comasco, le tengono compagnia.
Sono paesi piccolissimi, spesso poche decine di dichiaranti, dove il reddito misura più l'assenza di lavoro dipendente che la ricchezza reale. Ma il numero resta quello. E ribalta la mappa che tutti hanno in testa.
Fonte: DatiItalia — elaborazione su dichiarazioni dei redditi MEF 2023
Fonte: DatiItalia — elaborazione su dichiarazioni dei redditi MEF 2023
Cavargna non si è impoverita di colpo. Il reddito medio era 6.678 euro nel 2008: in quindici anni ha guadagnato meno di settecento euro. Nello stesso periodo Milano è passata da 30.626 a 40.521 euro. La distanza non si è ridotta. Si è allargata.
Il reddito che l'Agenzia delle Entrate registra è quello imponibile, non il patrimonio. Per questo Lajatico, il paese di Andrea Bocelli in provincia di Pisa, risulta secondo in Italia con 61.361 euro, e Basiglio, hinterland milanese, terzo con 52.147. Chi guadagna molto si concentra dove conviene dichiarare. Guardando i comuni più ricchi, la logica corre al contrario.
È la stessa ragione per cui una città come Perugia, che le cronache celebrano tra i capoluoghi più digitali d'Italia, sul reddito medio si ferma a 25.429 euro: poco sopra la media, lontanissima dai comuni-vetrina del Nord. Cavargna e Portofino stanno nella stessa classifica dei redditi, agli estremi opposti: 7.349 euro contro 98.577.