Il comune che raddoppia entro il 2050 ha 498 abitanti
Le proiezioni ISTAT al 2050 mettono tre comuni del Cosentino e del Vibonese tra i cinque che cresceranno di più, mentre l'Appennino invecchia a dieci anziani per giovane.
Il comune che raddoppia ha 498 abitanti
Castel Gabbiano, in provincia di Cremona, oggi conta 498 residenti. Le proiezioni ISTAT dicono che nel 2050 saranno 1.102: più del doppio, +121,3 per cento, il salto più alto d'Italia. Nessuna grande città ci arriva vicino.
Oggi l'ISTAT diffonde i primi risultati del censimento permanente delle imprese: dove le aziende italiane assumono, innovano, resistono. È un conteggio del presente economico. Ma c'è un altro censimento, citato molto meno, che dice dove quelle imprese avranno ancora qualcuno a cui vendere: quello della popolazione.
I comuni che cresceranno di più entro il 2050
Variazione percentuale della popolazione prevista tra 2025 e 2050. Fonte: DatiItalia — elaborazione su proiezioni ISTAT.
Dove la mappa si rovescia
Il racconto abituale è semplice: il Nord cresce, il Sud si svuota. I numeri delle proiezioni lo smentiscono in più punti. Tre dei cinque comuni che cresceranno di più entro il 2050 stanno in Calabria. Soriano Calabro, in provincia di Vibo Valentia, passa da 2.410 a 5.232 residenti, +117,1 per cento; San Lucido, nel Cosentino, da 7.411 a 15.805; Longobardi, sempre nel Cosentino, raddoppia da 3.071 a 6.542.
Non è un Sud che si svuota ovunque. È un Sud a chiazze.
Poi c'è l'altra Italia, quella dell'indice di vecchiaia. A Farini, sull'Appennino piacentino, ci sono 1.053 anziani ogni cento giovani: più di dieci a uno. A pochi chilometri, Ferriere ne conta 976,5. Il tasso di natalità disegna una terza geografia ancora. Si nasce di più a Carrega Ligure, in provincia di Alessandria, 26 nati ogni mille abitanti, e a Elva, in alta valle Maira nel Cuneese, 25: paesi di poche centinaia di persone, dove un solo nuovo nato sposta la statistica.
I comuni sopra i mille abitanti dove si nasce di più
Tasso di natalità per mille residenti, 2025, comuni con almeno mille abitanti. Fonte: DatiItalia su dati ISTAT.
Fonte Nuova, dal 1951 a oggi
Popolazione ai censimenti. Fonte: DatiItalia su dati ISTAT.
Il censimento che conta davvero
Le imprese si contano ogni anno, adesso. La popolazione la si misurava ogni dieci anni, con i vecchi censimenti, e quelle serie raccontano trasformazioni che nessun bilancio aziendale registra. Fonte Nuova, alle porte di Roma, aveva 583 abitanti nel 1951. Oggi ne ha 32.787: +5.523,8 per cento, la crescita più forte d'Italia dal dopoguerra. Ardea è passata da 2.361 a 51.374, Pomezia da 3.644 a quasi 65.000, Policoro, sullo Ionio materano, da 862 a 17.727.
Sono i comuni-dormitorio e le bonifiche del Novecento, non i distretti industriali, ad aver spostato più italiani.
Le proiezioni al 2050 sono fragili: bastano poche centinaia di residenti perché una percentuale esploda. Ma indicano dove, impresa o no, ci sarà ancora un paese. Castel Gabbiano, 498 persone oggi, è in cima a quelle proiezioni. Fonte Nuova, partita da 583, ci è già arrivata.
La popolazione, comune per comune
Ogni comune colorato per numero di residenti.