L'agriturismo è l'invenzione turistica più riuscita dell'Italia rurale: un modello nato per integrare il reddito agricolo e diventato un fenomeno internazionale, al punto che la parola stessa, agriturismo, è entrata intraducibile nelle guide di mezzo mondo. Ma dove si concentra davvero questa offerta?
La classifica comunale ISTAT, riferita al 2019, ultimo anno per cui il dato è disponibile a livello di singolo comune, disegna una geografia precisa: quasi 5.000 comuni italiani hanno almeno un agriturismo, ma le capitali del settore sono poche e molto riconoscibili, divise tra le colline toscane e i masi dell'Alto Adige.
Grosseto capitale, la Toscana domina
Il primato nazionale è di Grosseto, con 239 agriturismi: la capitale della Maremma stacca tutti grazie a un territorio comunale vastissimo e a un'agricoltura che ha fatto della ricettività una seconda vocazione. Al secondo posto c'è Cortona, resa celebre nel mondo dal libro Sotto il sole della Toscana, con 142 strutture, e la top ten toscana prosegue con Manciano a quota 124, San Gimignano con 112 e la coppia Montalcino-Montepulciano, entrambe a 111.
È la fotografia di un modello: la collina vitivinicola e l'olivo, i casali ristrutturati, un mercato internazionale che cerca il paesaggio toscano come esperienza totale. In Maremma, tra Grosseto, Manciano e Magliano in Toscana, che aggiunge altre 91 strutture, si concentra una delle più alte densità agrituristiche del pianeta.
I 15 comuni con più agriturismi in Italia
Numero di agriturismi per comune, dati ISTAT 2019, ultimo anno disponibile a livello comunale
L'altro modello: i masi dell'Alto Adige
Il contrappunto alla Toscana è l'Alto Adige. Castelrotto, ai piedi dell'Alpe di Siusi, è terzo in Italia con 141 agriturismi, seguito a ruota da Appiano sulla strada del vino con 123 e Caldaro con 111. Più in basso compare la Valle Aurina con 82. Qui il modello è quello del maso: aziende agricole familiari di montagna, sostenute da una politica provinciale che da decenni lega il turismo alla sopravvivenza dell'agricoltura d'alta quota.
Il terzo polo è l'Umbria, con Assisi e Gubbio appaiate a 98 strutture e Perugia a 88: la versione più spirituale e meno globalizzata della collina toscana. Colpisce invece l'assenza, nelle prime posizioni, del grande Sud agricolo: l'agriturismo come industria resta un fenomeno soprattutto centro-settentrionale, nonostante il patrimonio rurale meridionale non abbia nulla da invidiare.
Le regioni capitali dell'agriturismo
Distribuzione regionale dei primi 50 comuni italiani per numero di agriturismi
Perché la geografia dell'agriturismo conta
La distribuzione regionale dei primi cinquanta comuni mostra un duopolio netto: Toscana e Trentino-Alto Adige si spartiscono la maggioranza delle posizioni, con l'Umbria terza incomoda. Non è un caso: sono le regioni che per prime hanno regolato e promosso il settore, e dove il paesaggio agrario è stato tutelato come asset economico, non solo estetico.
Per le aree interne del resto d'Italia, la lezione è concreta: l'agriturismo è una delle poche attività capaci di portare reddito turistico nei territori senza spiagge né impianti sciistici. Il dato comunale, pur fermo al 2019, identifica con precisione dove il modello ha attecchito e dove lo spazio di crescita resta enorme. Su DatiItalia puoi esplorare i numeri del turismo rurale del tuo comune.